Parco Sommerso di Baia : l’archeologia “Nullus in orbe sinus Baiis praelucet amoenis” (Orazio, Ep. I - 1, 83) Nessun insenatura al mondo risplende di più dell’incantevole Baia. L’inciso, tratto dalle epistole del poeta latino Orazio, testimonia l’incantevole bellezza del complesso residenziale di Baia già durante il I sec. a. C. Celebre per le proprietà terapeutiche delle sue acque termali, Baia divenne ben presto soggiorno alla moda presso l’aristocrazia romana. Mario, Cesare, Cicerone, Pompeo Magno ed, in seguito, gli imperatori Augusto, Tiberio, Claudio, Caligola fino ad arrivare ad Adriano ed Alessandro Severo costruirono residenze e soggiornarono in una delle lussuose ville marittime che caratterizzavano la costa flegrea e baiana in particolare. “Mos baianum” dicono le fonti: ostentata stravaganza, lusso sfrenato dei costumi che si tradusse anche in forme architettoniche bizzarre e ricercate, sperimentate negli edifici lungo le sponde del Baianus lacus, lago che anticamente occupava l’insenatura di Baia. Sul finire del IV sec. d.C. iniziarono i primi segnali del lento movimento discendente (bradisisma) che portò alla scomparsa della fascia costiera trascinando sott’acqua ville, residenze e complessi termali. Oggi, i fondali di Baia restituiscono un’immagine chiara della densità edilizia di questo tratto di costa. Un’antica strada lastricata permetteva l’accesso ad impianti termali e ville. Tra queste, la villa dei Pisoni (ZONA A) , famiglia sterminati da Nerone per aver osato congiurare contro l’imperatore. La via Herculea conduce alla rive del Portus Iulius (ZONA B) porto commerciale costruito collegando il lago di Averno al lago di Lucrino. Tabernae, magazzini fervidi di vita e pronti a raccogliere merci che, provenienti da tutto il Mediterraneo, servivano al rifornimento della stessa Roma, giacciono a pochi metri sotto il livello del mare. A circa 600 metri dalla costa, a largo dell’attuale stazione di Lucrino della ferrovia Cumana, imponenti pilastri a base quadrata, le pilae, (ZONA C) si innalzavano dal fondo del mare formando una poderosa diga frangiflutti a difesa del porto dall’azione del moto ondoso.
